La Toscana e le Grand Dèpart del Tour de France da Firenze: 100 giorni di te e di noi

TheLoft5811 Scritto da 

La Toscana e le Grand Dèpart del Tour de France da Firenze: 100 giorni di te e di noi

100 giorni al 29 giugno 2024, 100 giorni all’evento che ogni appassionato di ciclismo aspetta di vivere almeno una volta nella vita, 100 giorni alla partenza della Corsa delle Corse, Il Tour de France.

La Toscana e Firenze non si sono fatti scappare un’occasione così importante, un’occasione ghiotta anzi ghiottissima in termini di visibilità e non solo. A 100 giorni dal ‘Grand Départ’ di quello che il grande Alfredo Martini amava chiamare con garbo e rispetto ‘Il Giro di Francia’, in una giornata di eventi dedicati, spicca il garbo altrettanto elegante del Ct della Nazionale Italiana su Strada,  Daniele Bennati. Lui che sui Campi Elisi, al Tour 2007,  ha avuto  il merito di vincere una tappa,  fresco di rientro da Parigi ove ha visionato il circuito delle prossime Olimpiadi, non nasconde l’emozione per aver avuto l’occasione di ‘ri-pedalare’ su quel tratto magico che chiude la Storia di ogni Tour.  Ma non questa volta: proprio in virtù della concomitanza con i Giochi Olimpici in terra francese, il Tour del 2024 si concluderà a Nizza. A 100 giorni,  invece, a Firenze, parte il countdown e in una Piazza della Repubblica, che fu Castrum romano e primo insediamento cittadino, il giallo delle maglie la fa da padrone: vi sono i giovanissimi ciclisti della Federciclismo a rappresentare il futuro ma anche alcuni corridori dell’Eroica, la non-gara che ha reso le strade bianche toscane famose nel mondo, che ha riportato  alle cronache le bici d’epoca e la fatica antica. La fatica antica di chi – vedi i due toscani più famosi del secolo scorso,  Gino Bartali e Gastone Nencini - rendeva il sudore vittoria, l’amore per le due ruote lavoro e dignità e di chi nutriva reverenza verso uno sport che avvicinava le persone e contribuiva a rinnovare la speranza negli anni del dopoguerra. 100 giorni al Grand Départ da Firenze (prima tappa con arrivo a Rimini) e dall’Italia.  Tre le tappe nel nostro paese. 100 giorni celebrati alla presenza delle Istituzioni tutte (Presidente di Regione, Sindaci e rappresentanti locali), del Direttore Generale de ‘Le Tour” Christian Prudhomme e del Presidente della Federciclismo Cordiano Dagnoni ma anche delle famiglie dei Toscani che hanno fatto la storia. E se la figlia di Gastone Nencini, Elisabetta (presente con il fratello Giovanni),  ci ricorda che dopo la vittoria del Tour del ’60 il padre fu accolto al suo rientro- proprio a Firenze -da ben 70000 persone, un’altra figlia, Silvia Martini, ricorda con amore il padre Alfredo, uomo e grande ammiraglio, Presidente Onorario della FCI, personaggio indimenticabile e indimenticato dal carisma trascinatore, che poteva incantare la platea per ore con i suoi racconti. E ancora una nipote, Lisa Bartali,  con un cognome che traghetta nel racconto le gesta sì di un grande ciclista, ma anche di una grande persona, Giusto tra le Nazioni,  pur sempre ‘nonno’ amato con pregi e difetti. E infine un figlio – Gianmarco- che racconta (con accanto la madre) il padre scomparso prematuramente,  il grande Franco Ballerini,  Campione da Roubaix e Ct della Nazionale di Ciclismo che ci ha lasciato ricordi – e soprattutto medaglie- indelebili: Il Mondiale di Zolder vinto da Mario Cipollini nel 2003, l ‘Oro Olimpico di Paolo Bettini  a Atene nel 2004 e la doppietta Mondiale del ‘Grillo’ nel 2006 a Salisburgo e nel 2007 a Stoccarda a cui va aggiunta l’impresa ‘tattica’ di Varese 2008 con la doppietta azzurra sul Podio Mondiale  di Alessandro Ballan e  Damiano Cunego. Orgogliosa di poter dire: ‘Io c’ero’.

A 100 giorni si ricordano le imprese di altri ex Ciclisti Toscani ovvero quelle di  Andrea Tafi, il ‘Gladiatore’ con la bici nel cuore e Edita Pucinskaite, la lituana di Toscana che come ‘la Pantanina’ Fabiana Luperini, il Tour de France hanno avuto l’onere e l’onore di vincerlo nella categoria femminile.  E poi mille altri racconti di addetti ai lavori e amici del mondo a due ruote. Un palco immenso di gesta e parole, una giornata lunga a proseguire in quella successiva quando il Tour diventa cultura e si fa  ‘Dictée’ chiamando a raccolta gli studenti fiorentini.

 E allora ben venga Il Tour de France a Firenze.

Bellissimo passeggiare su Ponte Vecchio addobbato a festa di bandiere gialle già a 100 giorni dal passaggio del peloton nel luogo più riconoscibile al mondo di questa città unica; sorprendente scoprire Palazzo Vecchio e i suoi fasti illuminarsi  di sera dei volti dei nostri campioni e campionesse accanto al Giallo Tour dell’iconico logo della ‘Grande Boucle’;  emozionante l’orgoglio che ci riempie il cuore nello scoprire e ricordare a tutti quanto Tricolore fa parte di quel giallo ‘Tour’, quanta Italia e quanta Toscana c’è nella storia del Ciclismo Mondiale presente e passata. Una storia che appartiene a tutti noi. Perché  come era solito affermare Alfredo Martini: “Chi va in bici, fischietta, pensa, progetta, canta, sorride. Chi va in macchina, s'incattivisce o s'intristisce. La bicicletta non mi ha mai deluso. La bicicletta è sorriso, e merita il Nobel per la pace”.

 

Foto Credits: FotoMoi

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