Il Giro d’Italia e il Grande Torino: la prima tappa da Venaria Reale a Torino passando per Superga. Tra sacro e profano.
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TheLoft5811
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‘Soli il fato li vinse’. A 75 anni dalla tragedia di Superga, il 4 maggio 2024, il Giro d’Italia onora gli atleti della Squadra di Calcio del Grande Torino con la prima tappa della Corsa Rosa edizione 107 (140 km da Venaria Reale a Torino).
L’intera squadra granata vincitrice di cinque scudetti consecutivi dalla stagione 1942-43 al 1948-49 (proprio) il 4 maggio del 1949 perse la vita, di rientro da un’amichevole a Lisbona, nello schianto dell’aereo su cui viaggiava, contro il terrapieno della Basilica di Superga che domina la città di Torino.
Bellissima la maglia commemorativa Torino F.C. prodotta da Castelli che riporta in controluce i nomi di quegli sfortunati campioni e che abbiamo visto indossata dai ballerini sul palco del Teams presentation al Parco del Valentino il giovedì antecedente l’avvio della corsa.
Tra sacro e profano, ancora una volta il Giro d’Italia si fa ambasciatore dell’Italia nel mondo. In questa edizione rende onore a un territorio pieno di storia e di cultura, pieno di affetto e apprezzamento per luoghi iconici come il Museo Egizio il più antico del mondo (secondo solo a quello del Cairo) che nel 2024 compie 200 anni e ove si è tenuta la presentazione della Grande Partenza del Giro 107 pochi giorni fa.
E poi c’è la splendida Reggia di Venaria Reale di fronte al quale per i girini ha inizio la grande cavalcata che, attraverso l’Italia, li porterà a Roma dopo tre settimane di sfide, sino all’ultimo colpo di pedale. La Reggia, patrimonio dell’umanità dal 1997, fu costruita a metà del XVII secolo come residenza di caccia di Carlo Emanuele II. Il Parco che si estende per ben 60 ettari è stato insignito del titolo di Parco pubblico più bello d’Italia. La frazione d'apertura è ricca di insidie con tre GPM. Il primo GPM di questo Giro è a Berzano San Pietro, trampolino di lancio per raggiungere Castelnuovo Don Bosco, “Terra di Vini e di santi” poiché qui si trovano i filari culla di Freisa e Malvasia di grande qualità e la Basilica che celebra Don Giovanni Bosco, il santo pedagogo nonché fondatore della congregazione dei Salesiani. Da una Basilica all’altra, Il GPM successivo di questa prima frazione, proprio in onore del Grande Torino, passa per il complesso barocco della Basilica di Superga, voluto nel 1706 dal duca Vittorio Amedeo II di Savoia a seguito di un voto fatto alla Madonna delle Grazie che qui viene conservata. Ultimo GPM della serie, il Colle Maddalena, ai quali va aggiunto lo strappo di San Vito a 3 km dal traguardo di Torino. A Torino ove il 4 maggio si festeggia la Sacra Sindone, simbolo indiscusso della cristianità, conservata in città. Tra sacro e profano, il Museo Egizio ha ben pensato di omaggiare la prima Maglia Rosa di quest’anno (i.e. Jhonatan Narvaez - Ineos Grenadiers) con un oggetto in legno laccato in oro realizzato dall’artista Marco Sciascia. L’oggetto è liberamente ispirato alla collana shebyu, indossata dall’architetto Kha, intorno al 1400 a. C., il cui corredo funerario è conservato all’Egizio. Il monile dell’antico Egitto costituiva il cosiddetto “oro del valore” con cui il faraone ricompensava i suoi funzionari più capaci, un’onorificenza spesso collegata a un importante risultato, un simbolo prezioso. Formata da numerosi dischi tenuti insieme da un cordino che vi passa esattamente al centro, la collana shebyu è nota grazie a raffigurazioni parietali e altri oggetti esposti nelle più grandi collezioni museali; il Museo Egizio di Torino è l’unico museo però ad averne un esemplare originale, anche se non visibile in una vetrina, in quanto conservato tra le bende di Kha.
Inoltre, da questa edizione 107, per la prima volta nella storia della Corsa Rosa il vincitore di tappa viene premiato con una medaglia d'oro a ricordo dell’impresa.
Stessa data altro Giro. Infatti sempre il 4 maggio 2024 si è dato il via anche al meno carismatico Giro-E che anche quest’anno accompagnerà il Giro d’Italia, perché come dice la nuova sigla del Giro d’Italia a firma Jovanotti (da sempre pedalatore nell’anima oltre che sulle strade del mondo) ‘ruote ruote girano le ruote… gira l’Italia’ e le ruote – siano quelle a spinta umana o a spinta elettrica- porteranno ancora una volta tutti i partenti di questa edizione a spasso lungo tutte le ventuno tappe di una Corsa che ancora una volta si preannuncia assolutamente entusiasmante. Tra sacro e profano.

Photo Credits: LaPresse/RCS