Appuntamento con la storia. Mark Cavendish classe e talento. “We did it!”
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TheLoft5811
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Mentre mi accingo a scrivere questo articolo che non era previsto, ora che il Tour de France è approdato in terra di Francia, penso che la storia meriti una possibilità. Poi penso anche che se scrivessi questo pezzo in inglese mi verrebbe sicuramente meglio, perché il protagonista di questa storia è inglese, anzi per la precisione dell’Isola di Man.
Ho conosciuto Mark nel 2009 quando era una giovane promessa del ciclismo mondiale (ma aveva già vinto la Milano-Sanremo numero 100, con la Columbia). Arrivato in Toscana grazie al suo mentore di sempre Rod Ellingworth, faceva parte del ‘vivaio di inglesi’ di Max Sciandri, a Quarrata (PT) prima di approdare nel 2012 a quella che all’epoca era da considerarsi un progetto assolutamente innovativo di squadra, la Sky. Le prime parole in italiano, le prime battute di una lunga carriera che lo hanno portato sino al risultato di oggi, sino alla storia. E una simpatia tra di noi rimasta inalterata nel tempo. Ho incontrato ‘Sir’ Mark Cavendish (già perché ora è anche baronetto) alla partenza di sabato scorso a Firenze. Nell’aria si percepiva già l’importanza della sua partecipazione a questo Tour: nell’accortezza dello staff nel preparare le sue cose, nella cura del più piccolo dettaglio, nella Wilier Filante SLR dai colori speciali lì pronta per essere cavalcata. Con la gentilezza e l’empatia che da sempre lo contraddistinguono è sceso dal bus chiedendo: ‘Chi vuole foto?’ imitando il gesto dello scatto con le mani. Come dire di no?! E quando ha capito che il nostro selfie era andato a vuoto per la concitazione, ha chiesto a un ragazzo del team di scattarci lui la foto. Unico, grande Cav. Oggi sono felice e emozionata con mille ricordi in testa e questo in particolare. E il mondo intero si congratula con te. Un ritiro già annunciato, una corsa ripresa con Astana Qazaqstan e la storia che si compie. A 39 anni, l’uomo dell’isola di Man, Sir Mark Cavendish batte il grande Eddy Merckx nel record di vittorie al Tour e tocca quota 35!!
39 anni e non sentirli. Era nell’aria già a Firenze: la squadra intorno a lui e lui, “Cannonball”, che non delude, che li abbraccia che li ringrazia!! Uno ad uno ripetendo “We did it!”. E poi l’abbraccio emozionato con Vino (Aleksandr Vinokurov) general manager dell'Astana Qazaqstan Team che ha creduto in lui. Che lo ha voluto al Tour de France. C’è Christian Prudhomme, Monsieur LeTour a aspettarlo. Ci sono tutti i più importanti esponenti del ciclismo mondiale che gli vanno incontro, lo abbracciano e si congratulano. C’è Biniam Girmay, Il corridore eritreo della Intermarché – Wanty, con la maglia verde fresca di giornata, c’è l’amico di sempre Mr. G Geraint Thomas (Ineos Grenadiers) e anche la maglia gialla Tadej Pogacar (UAE Team Emirates). E chi non è li, sul traguardo della quinta tappa (177,4 km da Saint Jean De Maurienne a Saint Vulbas) si fa sentire con un post, un messaggio, una telefonata. Lo stesso ‘Cannibale’ si complimenta con lui sui social.
“Sono incredulo – confessa Mark ai microfoni del dopo gara- Con Astana avevano fatto una scommessa, una grande scommessa e c’è stata fiducia anche da parte di Vino. Sapevamo che cosa volevamo fare al Tour e abbiamo fatto cosa volevamo fare. Abbiamo preparato il materiale ad hoc. Di solito ci vogliono giorni per prepararsi ma io sono come preparare un Tour. Per me è il 15esimo Tour de France, non mi piace avere brutte giornate ma sapevo che avremmo avuto un opportunità e sapevo che poteva finire così. I ragazzi hanno fatto cosa volevamo fare. La forza mentale è fondamentale. Oggi è qualcosa di unico. Il Tour è qualcosa di unico. Non ci interessa essere in cima al top ranking Uci. Questa è la nostra vittoria”
Mark ha fatto la storia. C’è grande rispetto per Cav. Tutti sanno che cosa è riuscito a fare. Il 9 luglio 2008 la data della prima vittoria al TDF di Mark Cavendish – sedici anni di classe e talento indiscutibili. L’ex velocista italiano, Alessandro Petacchi oggi commentatore tecnico per la Rai si congratula con il suo ex compagno di squadra (ai tempi della Omega Quick-Step): “Oggi è incredibile cosa ha fatto Mark. Non vedevo fare a Mark da tempo una cosa così. Non ha avuto paura. Si sentiva bene e lo ha detto: Io so come preparare un Tour. E’ stato bravo a fare gruppetto perché credeva in oggi. Bravissimo poi Michael Morkov a piazzarlo sulla ruota giusta.”
“È un grande capitano e siamo contenti di far parte di questa storia” chiosa all’arrivo l’italiano David Ballerini, suo compagno in Astana.
E chissà come avrà vissuto questo traguardo la ‘coppia molto speciale’ che segue Mark a ogni partenza di questo Tour con un grande striscione e un camper. Mark a Firenze li aveva abbracciati affettuosamente. Stretti stretti. Rispetto, affetto, amore. Per la sua famiglia, per i suoi compagni, per i suoi avversari, talvolta anche amici e per i suoi tifosi. La moglie modella Peta Todd ad attenderlo e i quattro figli, sul palco con lui.
Mesdames et Messieurs: This is Mark Cavendish! Class is permanent. He got it!! He deserved it!!
Thank You Sir. Thank you Mark. You made my day.
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Photo Credits: A.S.O./Charly Lopez - A.S.O./Billy Ceusters - FotoMoi