L'incredibile sostenibilità del Tour de France

TheLoft5811 Scritto da 

L'incredibile sostenibilità del Tour de France

Ora che il Tour edizione 111 volge praticamente al termine, che già i giochi sono fatti e nel frattempo ho partecipato da spettatrice a un altro mega evento di carattere internazionale - di tutt’altro genere e tipo - mi sono resa conto di quanto sostenibile sia davvero il meccanismo che muove  la carovana della Grande Boucle, fatta di corridori, operatori, addetti ai lavori e giornalisti per un numero pari a migliaia di persone e mezzi che ogni giorno affrontano la tappa del momento.

Il tutto per ben 21 date e anche più se si pensa ai preparativi e al Gran Départ (quest’anno da Firenze) di quella che è da considerarsi ‘La Corsa’ per eccellenza. Quali partecipanti in prima persona,  il nostro contributo a un Tour più sostenibile ci viene richiesto ancor prima di mettere piede in sala stampa, per la Corsa. Infatti già al momento della richiesta dell’ accredito stampa, nel form da riempire per fare domanda, siamo invitati a chiarire come intendiamo spostarci nelle tappe a cui vogliamo partecipare nonché ove possibile a condividere il mezzo con dei colleghi o utilizzare mezzi pubblici. All’arrivo al centro accrediti, quest’anno posto nella splendida location della sede del Nuovo Maggio Musicale Fiorentino, ci accoglie un bancone ove alcune gentilissime signorine distribuiscono informazioni su come gestire i nostri rifiuti in corsa con annessa distribuzione di sacchetti (da utilizzare poi anche al ritorno a casa) e mini posacenere da tasca per i fumatori. Anche la sala stampa è abbellita di cartelloni informativi su come muoversi in maniera ‘green’ durante la strada che ci porterà sino all’arrivo di NIzza. Il giorno della partenza, tra le prime ammiraglie a accoglierci all’inizio del lungo viale delle Cascine ove si trovano i bus delle squadre,  vi è quella ‘verde erba di prato’ (flotta Skoda con motorizzazione alternativa) che invita al rispetto dell’ambiente. Alla ricerca di quella sostenibilità che potrà salvare il nostro pianeta. Ogni autobus è ben attrezzato per la raccolta differenziata dei rifiuti di squadra. I corridori sono necessariamente e tassativamente invitati in corsa a gettare le borracce negli appositi tratti di strada indicati dalla road map (108 zone dedicate in tutto, da 4 a 8 a seconda delle tappa) o tutt’al più a regalarle a qualche spettatore (magari un bambino?) lungo strada che ne farà assoluto tesoro e cimelio di quello che resterà un momento indimenticabile per lui nella vita. Le borracce stesse sono sempre più studiate in materiali riciclabili. La plastica è praticamente bandita o ridotta al minimo indispensabile. Nulla a che vedere con la montagna di bottiglie, contenitori e posate in materiale plastico in cui mi sono imbattuta all’uscita dal famoso concerto di cui sopra tra le colline toscane, le quali invece di essere portate ad esempio di ambiente integro sono diventate un inno al business più estremo. Tuttavia, per fortuna, sempre più i grandi eventi nazionali e internazionali sono organizzati in modo tale da porre grande attenzione alla sostenibilità e all’ambiente e, proprio come nel caso del Tour de France edizione 2024, si tende a sensibilizzare sempre più i propri partecipanti in tal senso. Così si dà il via a un cambiamento che piano piano andrà a modificare il modo di approcciarsi delle persone verso situazioni di massa in cui l’eco-sostenibilità è fortemente a rischio. E del resto che cosa sarebbe il Tour de France ma anche il Giro d’Italia se non ci potessero  più mostrare tutta la bellezza del passaggio dei corridori in mezzo a paesaggi unici fatti di città paesi e montagne, in questo caso da Firenze sino all’arrivo di Nizza e magari passando per le montagne? Il percorso del Tour 111 include ben 86 zone natura 2000, 3 parchi nazionali e 6 parchi naturali regionali. Vi è sempre un senso di pace nel vedere le acque blu di un lago di montagna con il plotone colorato che le costeggia e se tutto questo nel tempo andasse perduto? Ecco perché Il Tour negli anni ha fatto dei grandi sforzi per diventare sempre più sostenibile così da ridurre la propria impronta di carbonio: si è puntato sull'uso di veicoli elettrici, su biciclette in uso al personale, e come detto sopra,  a un consapevole riciclo e una ottimizzata gestione dei rifiuti. Infine,  l’edizione 2024 del Tour de France ha posto grande attenzione anche a un’elevata sostenibilità nella logistica: il 100/100 dei mezzi di trasporto impiegati per questo evento da XPO Logistics utilizzano uno speciale biocarburante HVO (Hydrotreated Vegetable Oil) chimicamente simile al diesel fossile e ove possibile il trasporto/spostamento delle merci destinate alla corsa ogni giorno viene fatto via rotaia e via mare. La filosofia del Tour de France è ben raccolta nell’invito del patron del Tour de France, Christian Prudhomme a utilizzare sempre e comunque ‘le velo’ (la bicicletta) ove possibile, ribadendo quelli che sono i quattro principi base per una buona sostenibilità:  evitare - ridurre - compensare - sensibilizzare …  E allora ? ‘Le Tour s’engage’ E noi?

Photo Credits: FotoMoi

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